Now Reading
La dipendenza da cibo: la risposta della psicologa Giulia Mazzotta

La dipendenza da cibo: la risposta della psicologa Giulia Mazzotta

Giulia la dipendenza da cibo

Ben tornati a tutti voi amanti del buon cibo. Oggi, invece di deliziarvi con le solite ricette e recensioni di ristoranti, Cibo che Passione pone alla vostra attenzione l’articolo su la dipendenza da cibo della nostra Psicologa, la Dott.ssa Giulia Mazzotta.

Premessa

Il cibo può diventare una dipendenza? Attualmente la dipendenza da cibo non è un disturbo riconosciuto ufficialmente; infatti, non è presente nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, ma ci sono sempre più dati scientifici che ne confermano l’esistenza. 

Dipendenze da sostanze

Se ci soffermiamo sui criteri per diagnosticare una dipendenza da sostanze, ci accorgeremo che questi sintomi si sovrappongono a quelli di persone con una dipendenza da cibo.  

La dipendenza da cibo

Per diagnosticare una dipendenza da sostanze, la persona deve presentare almeno due dei seguenti sintomi (DSM-5, 2013): 

  • Uso ricorrente della sostanza che compromette il funzionamento quotidiano
  • Uso della sostanza in situazioni rischiose
  • Assumere la sostanza in quantità maggiori o per periodi di tempo prolungati, rispetto a quanto previsto dal soggetto
  • Tolleranza (aumentare la quantità della sostanza utilizzata per raggiungere i medesimi effetti)
  • Astinenza (sintomi fisici e psicologici che compaiono quando non si fa uso della sostanza);  
  • Craving o fortissimo Desiderio all’uso della sostanza
  • Desiderio di ridurre l’uso della sostanza senza riuscirci
  • Grande quantità di tempo spesa in attività necessarie a procurarsi la sostanza, a farne uso o a riprendersi dai suoi effetti
  • Uso continuativo della sostanza nonostante la consapevolezza del problema che questo utilizzo crea e delle conseguenze sul piano fisico e mentale

Dipendenza da cibo 

Una persona con dipendenza da cibo: 

  • consuma il cibo da cui è dipendente in modo compulsivo e irrefrenabile
  • ha un impulso forte a mangiare quel cibo;  
  • se non mangia quel determinato cibo ha sintomi di astinenza come nervosismo, irritabilità e deflessione del tono dell’umore
  • ha bisogno di aumentare sempre più la quantità di cibo assunto per raggiungere gli stessi livelli di appagamento (Tolleranza)
  • si sforza a ridurre o controllare l’assunzione di cibo non riuscendoci (per esempio si ripromette che ne mangerà una quantità limitata oppure tenta di eliminare quel cibo)
  • ha pensieri costanti sul cibo;  
  • consuma il cibo nonostante la consapevolezza delle conseguenze negative a livello psicofisico che questo comporta (per esempio obesità, malattie metaboliche, senso di colpa, insoddisfazione per il proprio aspetto fisico) e la compromissione del funzionamento quotidiano.  

Il Circuito della Ricompensa

 Quando facciamo uso di sostanze di abuso e quando mangiamo qualcosa (in particolare cibi zuccherati o altamente appetibili), c’è un rilascio di dopamina nel circuito della ricompensa del nostro cervello e questo è responsabile delle sensazioni di piacere che proviamo.  

Il sistema della ricompensa è un gruppo di strutture neurali responsabili della motivazione, apprendimento, emozioni positive, in particolare quelle che coinvolgono il piacere (gioia, estasi, euforia).

La dipendenza da cibo

Il neuroscienziato Bartley Hoeber è stato il primo ad ipotizzare che il consumo di zucchero ha gli stessi effetti in termini di assuefazione, astinenza e dipendenza della cocaina.

Inoltre è dimostrato che i soggetti che fanno uso di sostanze hanno un alterazione dei sistemi dopaminergici (ridotta sensibilità di questi sistemi); questa alterazione si osserva anche negli individui obesi: c’è infatti una proporzione inversa tra numero di recettori per la dopamina e valore d’indice di massa corporeo.

Più è elevato l’indice di massa corporea più ci sarà una minore concentrazione di recettori per la dopamina. Il consumo eccessivo di cibi altamente appetibili spiega questi cambiamenti nel sistema della ricompensa. Questo significa che, se ho pochi recettori per la dopamina, dovrò aumentare molto la quantità di cibo per provare lo stesso livello di piacere di una persona con più recettori per la dopamina.  

Come si sviluppa la dipendenza da cibo? 

Lo psichiatra Armando Piccinni nel suo famoso libro “drogati di cibo” spiega come esista un iter specifico che può partire da una preferenza per alcuni cibi fino ad arrivare all’instaurarsi di una vera e propria dipendenza. La dipendenza da cibo non spiega tutti i casi di obesità, solo una fetta di persone andrà incontro a questa conseguenza. 

Alcune persone possono, infatti, avere una dipendenza per uno o più cibi e modificare la propria alimentazione in base a questo; per esempio pur di mangiare grandi quantità di cioccolato restringono gli altri pasti, questo gli permette di non eccedere con le calorie assunte e restare in normopeso. Questa situazione può comunque causare squilibri nutrizionali.  

la dipendenza da cibo

Alcune persone invece iniziano con una dipendenza per specifici cibi che poi comincia ad interessare un numero sempre maggiore di alimenti, fino ad arrivare alla dipendenza verso qualsiasi cibo. Quando succede questo, la persona non è più soddisfatta e appagata se mangia il suo cibo preferito, ma il piacere ormai è legato al bisogno di mangiare grandissime quantità di cibo che lo portano alla distensione gastrica. La persona solo quando avverte questo senso di ripienezza estrema si sente appagata.

A questo punto si parlerà di dipendenza da Overeating (sovralimentazione) piuttosto che semplicemente dipendenza da cibo. Questo consumo eccessivo di cibo ovviamente porterà all’obesità. 

Riferimenti bibliografici 

  • Armando Piccinni (2012). Drogati di cibo. Quando mangiare crea dipendenza. Giunti Editore. 
  • American Psychiatric Association (2014). Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5). Milano: Raffaello Cortina Editore. 

Articolo di Giulia Mazzotta / Instagram: @giuliamazzottapsy / facebook: Giulia Mazzotta

What's Your Reaction?
Excited
0
Happy
0
In Love
0
Not Sure
0
Silly
0
View Comments (0)

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Cibo che Passione - Corso di Francia, 165c 00191 Roma - C.Fisc.: 15805991005 - P.iva: 15805991005

 

Scroll To Top