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la Gallina liberata: come concludere bene una splendida giornata

la Gallina liberata: come concludere bene una splendida giornata

la Gallina liberata

In una bellissima giornata fuori porta, dopo aver visitato le bellezze del comune medievale di Narni, Francesco de Vincentiis ha provato l’osteria umbra la Gallina liberata e noi di Cibo che Passione abbiamo colto l’occasione per parlarne un po’ con voi.

Quindi andiamo a vedere nel dettaglio.

La presentazione

Tra le vie del centro storico di Narni, nel vicolo Belvedere 13, la Gallina liberata si struttura come una classica trattoria alla mano, accogliente e amichevole, decorata con le già viste ma mai passate di moda tovagliette di paglia.

Queste, non solo apparecchiano i pochi tavoli presenti nel locale, ma sono anche sparse lungo tutte le pareti, quali dolci pensieri dei clienti passati di lì e pezzi d’arte disegnati dai più piccoli.

Ebbene, proprio i pezzi d’arte aggiuntivi, ovvero le molteplici raffigurazioni di volti tratteggiati da un’unica linea continua, creano all’interno del ristorante quell’aria tranquilla e casalinga, scevra dai vari locali a cui siamo solitamente abituati.

Il tutto, poi, viene contornato non solo dalle decorazioni variopinte rimandanti all’usuale casale di campagna, ma anche e soprattutto dalla splendida vista verso il borgo verdeggiante e i suoi vicoletti.

Un quadretto caloroso e incantevole, ideale per chi vuole godersi una situazione di calma e armonia assoluta.

La genuinità del posto

Infatti la Gallina liberata porta all’interno dei suoi piatti, e nel complessivo nel suo menù, rigorosamente scritto sulla carta, la stessa ideologia: di una consumazione del pasto perfetta, fatta si di tanta pazienza e amore, ma che riprende, in primo luogo, le ricette della tradizione romana e pure quella umbra.

Con prodotti a km o, provenienti dai loro orti e produttori fidati, le scelte sulla carta della trattoria risultano ineccepibili per tutti quei clienti che vogliono riscoprire la genuinità della vecchia cucina, “ruspante” e senza troppi fronzoli, ma che fa sentire di certo tutto il suo pieno gusto.

Dalla sua varietà di proposte, a cui però non mancano mai l’opzione graditissima con il tartufo, quello che si evince dal menù de la Gallina liberata è il suo attaccamento alla storia montanara, di carne, salumi e formaggi saporiti, che, come sappiamo, un tempo derivavano e servivano rispettivamente dai loro allevamenti e quale primaria fonte di sostentamento.

Lo vediamo, ad esempio, dagli antipasti come il classico tagliere di salumi e formaggi, accompagnati da una ciotolina di cipolla rossa, bruschette varie e mozzarella di bufala; ai primi piatti, che si dividono tra manfricoli o gnocchi fatti in casa e conditi con sugo e/o selvaggina varia; per arrivare ai secondi, composti dal quartetto fenomenale delle polpette della nonna, stufato al ciliegiolo, faraona alla leccarda e, infine, una tagliata di scottona sempre gradita.

In più, l’intero pacchetto, può essere accompagnato da delle immancabili verdure dell’orto, un buon bicchiere del vino della casa e un particolare assortimento di dolci.

Conclusione

In conclusione, la Gallina liberata è un ristorante ampiamente quotato e azzeccato, sia per l’ambiente sia per il cibo, da dover provare necessariamente se siete di passaggio per Narni.

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