Mediterraneo: ristorante e giardino al Maxxi

mediterraneo

Un buongiorno e un buon inizio settimana con un’altra recensione di Cibo che Passione per voi sul ristorante e giardino del Maxxi il mediterraneo, suggeritoci dalla nostra fidata affiliata Giulia Poggi e dalla pagina giuristeposate.

Ma andiamo a scoprirne di più.

Visione, descrizione, ammirazione del mediterraneo

Situato presso il MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, a via Guido Reni 4 A, oltre il quartiere flaminio, il mediterraneo non solo è il ristorante e il giardino affiliato alla struttura museale, ma è in primo luogo uno spazio aperto a qualsiasi attività, necessità del cliente, in ogni momento della giornata.

Come scritto sul loro sito: “un luogo incantevole e suggestivo nel cuore di Roma per un caffè, un pranzo, una cena o un cocktail in compagnia, che abbraccia il concetto di museo, una grande opera architettonica di forme innovative e spettacolari”.

Il mediterraneo è quindi pensato come il connubio di un grande campus per la cultura con un locale di alto lignaggio, dov’è possibile gustare prodotti di alta qualità, ottima musica e spettacoli di intrattenimento, con un servizio “di eccezione“.

Un’atmosfera intima e ristretta, per pochi, che richiama totalmente l’attenzione del commensale al luogo, all’evento, alla compagnia con le sue decorazioni luminose e floreali vista museo.

Le proposte del locale

Il ristorante mediterraneo offre varie opzioni, a seconda della fascia oraria, in quanto garantisce il servizio durante la settimana dalle 11:00 alle 19:00, mentre nei fine settimana fino alle 02:00 del mattino.

mediterraneo

Ebbene il locale si divide in: bruncheria (sabato e domenica dalle 12:00 alle 16:00), polmerie poké (martedì – sabato 12:00 – 15:30), servizio cena (venerdì – sabato 20:00 – 23:00) e, rispettivamente, cocktail ed eventi (martedì – domenica aperitivo 17:00 – 21:00, venerdì – sabato dopocena 22:30 – 02:00) (venerdì – sabato piano bar, live set e organizzazioni private).

Cibo o opere culinarie?

Il mediterraneo da uno sguardo particolare alla scritta del Maxxi: “more than meets the eye”, tradotto “più di quanto sembri”, forse una citazione al brano del cantante Testament, forse un monito, ma sicuramente un invito a guardare oltre il semplice locale o piatto.

Infatti, dai piatti esotici e particolari come nachos e guacamole e lobster roll con insalata di astice, iceberg, senape e maionese, a quelli ricercati per i palati più esigenti quali Hummus di ceci, polvere di peperone crusco, basilico croccante e pane carasau, tartare di manzo, mosto cotto e mousse speziata al tuorlo d’uovo e senape, oltre ai consueti fritti e tris di polenta fritta; il mediterraneo costruisce un’installazione contemporanea di sapori e consistenze, colori e forme impiattate nel piatto.

Piccole opere d’arte poste davanti agli occhi del commensale che, in primis, seguono la linea di pensiero contemporanea del museo, ma che, in secondo luogo, lo avvolgono con la cremosità degli gnocchi broccolo e guanciale e dei ravioli tricolore, per parlare dei spettacolari dolci.

Una cucina fusion, “sregolata” in apparenza, ma che al contrario dimostra un grande studio ed estro dello chef Emanuele Pompili, del maestro Francesco Di Cori e della pasticcera Irene Tolomei, che riversano prepotentemente nel menù di mediterraneo.

Non è altro che: “l’incontro spumeggiante tra Oriente e Occidente”.

Conclusione

In conclusione il mediterraneo non è un semplice locale dove passare un bel momento in compagnia, ma un percorso ibrido tra l’aspetto museale e quello gastronomico, accomunati entrambi dal concetto di opera d’arte, da vedere, assaporare e vivere nella sua interezza.

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