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Pangiallo: il Natale in un dolce romano

Pangiallo: il Natale in un dolce romano

pangiallo

Il Natale è arrivato, le luci sono accese, le decorazioni appese qui e li in ogni angolo della casa, i pacchetti sono incartati sotto l’albero…però manca all’appello uno dei dolci più iconici della tradizione romana caratteristico di questo periodo: il Pangiallo. Dopo aver visto il post del nostro affiliato al gruppo Cibo che Passione Martino Effrena Tarsis abbiamo deciso di proporvi la nostra versione.

Storia del dolce

Prima di tutto va rinvangata la sua origine. Il pangiallo è nato in epoca romana, durante l’era imperiale, come dono religioso per i Saturnali, in onore di Saturno, dio dell’Agricoltura e del raccolto.

Il dolce, ricoperto esternamente d’oro (pastella d’uovo), veniva distribuito tra le famiglie romane durante il Solstizio d’inverno, come dono e augurio di buon auspicio per il ritorno del Sole.

Difatti era il simbolo della nuova stagione in arrivo, del caldo, che gli permetteva di lavorare il terreno e ricominciare la coltivazione.

Ingredienti del Pangiallo

Anticamente il Pangiallo veniva preparato dalle massaie romane con i noccioli della frutta estiva appena passati, quali prugne, albicocche, che venivano provvidenzialmente essiccati sotto al sole, amalgamati con frutta, miele e bucce di cedro; per poi, infine, esser cotto e rigirato in una mistura di uovo.

Negli anni, ovviamente, la ricetta ha subito notevoli cambiamenti, non da primo la sostituzione dei noccioli con la frutta secca, ritenuta troppo costosa per il tempo, per poi passare all’introduzione dell’arancia candita piuttosto che il cedro e l’aggiunta finale del cioccolato fondente, semplice e gustoso in ogni piatto.

Ma andiamo a vedere gli ingredienti:

  • 375 gr uvetta
  • 375 gr mandorle
  • 375 gr nocciole
  • 150 gr pinoli
  • 375 gr gherigli di noci
  • 1 arancia
  • 1 limone
  • 375 gr di zucchero
  • 375 gr di miele
  • 100 gr di buccia d’arancia candita
  • 100 gr cioccolato fondente tritato finemente
  • 300 gr circa di farina

Procedimento

Il Pangiallo, anche se con un tempo complessivo di 2 orette circa, ha una preparazione abbastanza semplice, che però richiede qualche piccola accortezza. Iniziamo!

Passaggi

Prima di tutto, immergiamo in una ciotolina d’acqua tiepida tutta l’uvetta e la facciamo ammorbidire per 30 minuti. Dopo di che la scoliamo dall’acqua e la strizziamo bene con un panno da cucina.

Nel frattempo disponiamo sul tavolo da lavoro tutta la frutta secca elencata, preferibilmente già sgusciata. Separiamo le mandorle e le nocciole dagli altri frutti a guscio. Dunque fate tostare quest’ultime su una padella a fuoco medio, fino a ottenere un leggero colore bruno.

pangiallo

In un pentolino dal fondo spesso (se lo avete se no anche uno normale va bene), che distribuisce meglio il calore, mettete lo zucchero, una parte del miele, le bucce del limone e d’arancia, portatelo sul fuoco e fate bollire lo sciroppo.

Dopo che si è sciolto lo zucchero e si è formato un composto uniforme, togliete le bucce e tritatele grossolanamente. Mettetele da parte per un momento.

Adesso è il momento di iniziare a mescolare. Infatti, aggiungete le mandorle, le nocciole tostate allo sciroppo, ancora caldo, e mischiate con cura. Ora stendetelo sul piano da lavoro in modo uniforme.

pangiallo

Distribuite su tutta la superficie che avete appena creato la farina setacciata e il cioccolato fondente, che avrete tritato finemente in precedenza. Dunque unire tutti i componenti rimasti, ovvero i pinoli, l’uvetta, le noci, le bucce candite e il miele restante. Mescolate energicamente fino a ottenere un composto compatto e ben amalgamato.

cottura

Siamo quasi arrivati alla fine della nostra preparazione del pangiallo romano, al momento cruciale della doppia cottura.

Ebbene si, al composto del pangiallo appena formato serve una prima cottura a 170° per 3-4 minuti per assemblare il tutto. Completato il passaggio, tiratelo fuori dal forno, dividete il dolce il più “panetti“, stendetelo leggermente per dargli la forma desiderata.

pangiallo

Quindi ultimare la cottura del pangiallo in forno sempre a 170° per 20 minuti.

Consigli da servire a tavola

Ora potete tagliarlo con un coltello bagnato e gustarlo a vostro piacere. Vi consigliamo comunque di farlo riposare per almeno un giorno.

Il pangiallo è ottimo se accompagnato da un vino dolce, che si mescola perfettamente con i suoi sapori dolci e aggrumati.

Questo particolare dolce romano si può conservare, se avvolto da carta pergamena, fino a 12 mesi.

Conclusione

Speriamo che questa ricetta dolce vi abbia ispirato a prepararlo per queste feste natalizie. Se vi è piaciuto questo piatto, condividetelo con i vostri amici e familiari e non esitate a lasciare un commento con le vostre impressioni!

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