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Pecorino: il ristorante romano che fa riassaporare la tradizione

Pecorino: il ristorante romano che fa riassaporare la tradizione

Pecorino

A due passi dal museo d’arte contemporanea Mattatoio Silvia Crisciotti ha provato, per noi amanti del cibo Cibo che Passione, il ristorante Pecorino, dove riassaporare la tradizione è un piacere.

Ma andiamo a vedere nel dettaglio.

Un locale di altri tempi

Nell’entroterra di Piramide, a via Galvani 64, al quartiere Testaccio, si stanzia il ristorante Pecorino, un posto dove da 40 anni a questa parte, la passione per la cucina romana ha trovato la sua piena realizzazione.

Sotto la guida del proprietario Alfredo, che accompagna il suo lavoro con un’incommensurabile entusiasmo, il locale rispecchia perfettamente le caratteristiche della storica trattoria romana d’altri tempi, un po’ caciarona, un po’ dall’aria tranquilla, che riunisce, sotto l’unico tetto della romanità, tutti i suoi clienti, misti tra italiani e stranieri.

Una situazione piacevole e ospitale, nel quale il personale altamente preparato, non solo sa introdurre il commensale facendolo stare a proprio agio, ma dove fa anche esaltare la storia romana, fatta di persone del popolo, semplici e conviviali.

Una peculiarità che è stata introdotta anche nella loro cucina, atta a celebrare i sapori tradizionali e autentici della vecchia Roma, che riportano, per l’appunto, alla memoria i racconti della nonna sulla sua infanzia casereccia.

La cucina di Roma

Infatti, preparati con ingredienti freschi, genuini e di alta qualità, che provengono direttamente dal limitrofo e rinomatissimo mercato rionale, i piatti di Pecorino sono delle vere perle splendenti, che ricordano e istruiscono, rispettivamente, il cliente romano e straniero, da dove proveniamo.

Dalle quantità super abbondanti da condividere in allegria, alla pasta fresca fatta in casa, grezza e che si attacca ai sughi pieni e corposi, ai secondi accompagnati sempre da un ottimo sughetto, contorno e vino casereccio; le preparazioni del locale scortano l’amatore del cibo sulla via trionfale del gusto, qualità immancabile all’uso e costume romano.

Lo vediamo, ad esempio, nei nervetti con guazzetto, nel carciofo alla giudia, nei rigatoni all’amatriciana e fettuccine alla gricia, nel quartetto dei secondi quali: saltimbocca, trippa, ossobuco (tutti alla romana) e coda alla vaccinara, accompagnati obbligatoriamente dalle puntarelle e dal broccolo romanesco ripassato.

Il tutto concluso da un delizioso duo di dolci di crostata di visciole e biscotti vari.

Conclusione

Dunque, Pecorino ha assunto l’arduo compito di portare avanti la Romanità, con la R maiuscola, nella quale il sentimento e la bontà, non solo la fanno da padrone, ma si riflettono nei loro piatti.

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